Ti alzi dalla sedia dopo ore al computer, fai due passi e senti la parte bassa della schiena rigida, quasi “bloccata”. In molti casi non è un segnale misterioso, ma una combinazione di tensione muscolare, poca mobilità e posture mantenute troppo a lungo. Una breve routine di stretching, fatta con calma per circa 15 minuti al giorno, può aiutare a ridurre quella sensazione di peso.
La regola più importante è semplice: movimenti lenti, respiro profondo e nessuna forzatura. Se compare dolore netto, soprattutto se irradiato verso gamba o gluteo, è meglio fermarsi e chiedere un parere medico o fisioterapico.
Prima di iniziare
Chi lavora molte ore seduto o guida a lungo tende ad avere più rigidità nella zona lombare e nelle anche. I fisioterapisti ricordano spesso che la schiena non va “tirata” con aggressività, ma accompagnata in un allungamento graduale della colonna e della muscolatura collegata.
Per questa routine ti basta un tappetino e un po’ di spazio. Mantieni ogni posizione respirando lentamente, senza molleggiare.
1. Stretching dello psoas
Lo psoas è un muscolo profondo che collega zona lombare e anca. Quando è rigido, può aumentare la sensazione di tensione nella parte bassa della schiena.
Come si fa:
- mettiti in affondo con un piede avanti
- il ginocchio anteriore resta circa a 90 gradi
- tieni il busto dritto
- espira e porta delicatamente il bacino in avanti
Mantieni 30 secondi per lato.
Dovresti sentire l’allungamento davanti all’anca della gamba dietro, non nella schiena.
2. Ginocchio al petto da sdraiato
È uno degli esercizi più usati per rilassare la zona lombare e i muscoli posteriori.
Esecuzione:
- sdraiati sulla schiena
- inspira
- espira, incrocia una gamba sull’altra come indicato nella variante che preferisci
- porta la gamba inferiore verso il petto con le mani
Mantieni 30 secondi per lato.
Il tratto lombare tende a distendersi e il respiro aiuta molto: più è lento, più il corpo lascia andare la tensione.
3. Rotazione lombare supina
Questo esercizio migliora la mobilità del tratto lombare e del bacino.
Come eseguirlo:
- sdraiati supino
- porta entrambe le ginocchia verso il petto inspirando
- espira e lasciale scendere da un lato
- mantieni le spalle aderenti a terra
Resta in posizione 30 secondi per lato.
Se una spalla si solleva molto, riduci l’ampiezza del movimento. È un dettaglio che chi pratica stretching con costanza impara presto a controllare.
4. Posizione del bambino
Molto conosciuta anche nello yoga, è utile per “decomprimere” la schiena e allungare la catena posteriore.
Esecuzione:
- mettiti in ginocchio
- porta i glutei verso i talloni
- allunga le braccia in avanti
- lascia scendere il torace
Mantieni 40 secondi.
Se le ginocchia danno fastidio, puoi inserire un asciugamano piegato sotto.
5. Stretching della catena posteriore
Questa variante, ispirata al metodo Mézières, lavora su polpacci, cosce posteriori e schiena.
Come si fa:
- piedi uniti contro un muro
- gambe tese
- mani a preghiera davanti al petto
- distendi lentamente le braccia verso il basso mantenendo l’allineamento
La tenuta consigliata è di 3 minuti al giorno.
Qui conta più la qualità della postura che l’intensità. Se pieghi la schiena per “arrivare di più”, stai perdendo il beneficio principale.
Tre accorgimenti utili
Respira bene
L’espirazione favorisce il rilassamento muscolare. Trattenere il fiato, invece, aumenta la tensione.
Non cercare il massimo allungamento
Uno stretching efficace deve dare sensazione di apertura, non di dolore.
Quando chiedere aiuto
Se hai ernie, dolore acuto, formicolii, perdita di forza o sintomi che durano nel tempo, serve una valutazione professionale. In molti casi lo stretching funziona meglio se affiancato a esercizi di rinforzo del core, cioè dei muscoli profondi che stabilizzano tronco e bacino.
Bastano pochi minuti fatti bene per cambiare come ti muovi durante la giornata. Se dopo una settimana questi esercizi ti fanno sentire più sciolto quando ti alzi dal letto, dalla sedia o dall’auto, hai già un segnale concreto che il corpo sta rispondendo nella direzione giusta.




