Ti svegli nel cuore della notte con febbre alta, brividi fastidiosi e un dolore sordo che prende un lato della schiena, proprio sotto le costole. Quando si aggiungono bruciore a urinare, magari un po’ di nausea o urine che appaiono più torbide del solito, potrebbe essere una infezione del rene, cioè una pielonefrite. Di solito nasce da un’infezione delle vie urinarie che risale verso l’alto e ha bisogno di cure rapide e ben seguite.
I sintomi che devono far pensare al rene
La forma acuta di solito arriva piuttosto in fretta, a volte nel giro di poche ore quasi senza preavviso.
- febbre alta, che può arrivare anche intorno ai 39,5 °C
- brividi e tremori
- dolore al fianco o alla zona lombare, spesso più intenso da un solo lato
- nausea e vomito
- stanchezza forte e senso di malessere generale
- minzione dolorosa o molto frequente
- urine torbide, con odore sgradevole o a volte con tracce di sangue
Chi lavora in ambito clinico sa che il dolore “da rene” viene raccontato spesso come qualcosa di profondo, diverso dal mal di schiena muscolare. Si accompagna a febbre e sensazione di spossatezza.
Esiste anche una forma che si trascina più a lungo, più lenta e tenace, con una febbricola, quel fastidio sordo alla zona lombare e, a volte, un po’ di dimagrimento.
Quando è il caso di chiedere aiuto subito
Ci sono alcuni segnali che andrebbero controllati da un medico, a volte anche con un passaggio al pronto soccorso:
- dolore che arriva all’improvviso
- febbre alta
- nausea con vomito
- segni di disidratazione
- respiro che si fa difficile o affannoso
- senso di debolezza o momenti di confusione
Perché succede
Quasi sempre tutto comincia più in basso, nelle vie urinarie inferiori: una cistite, e poco alla volta l’infezione sale fino al rene. Di solito i batteri arrivano dall’intestino, vivono lì normalmente, ma riescono a farsi strada nelle vie urinarie e da lì proseguono il loro percorso.
Alcune cose possono far salire il rischio:
- calcoli renali
- malformazioni o blocchi lungo le vie urinarie
- diabete
- gravidanza
- vescica che non si svuota del tutto
- disturbi urinari che tornano spesso
- igiene intima poco accurata
Come si arriva alla diagnosi
Per capire se il disturbo viene dai reni, il medico si orienta da ciò che racconti e dalla visita, poi richiede alcuni esami specifici. Di solito i più utili sono:
- esame delle urine e urinocoltura, per capire qual è il batterio in causa
- antibiogramma, che indica a quali antibiotici il germe reagisce meglio
- esami del sangue, soprattutto se c’è febbre alta o si teme qualche complicazione
- ecografia renale o altri esami di imaging, se si vuole escludere la presenza di calcoli, ostruzioni o ascessi
Come si cura davvero
Il cardine della cura è la terapia antibiotica. Di solito si comincia subito e solo dopo, quando arrivano i risultati dell’urinocoltura, se serve la si aggiusta o si cambia.
Di solito:
- nei casi lievi, si ricorre ad antibiotici per bocca, gestiti a casa
- nei casi più gravi, con vomito, disidratazione o condizioni generali compromesse, può essere necessario fare la terapia endovenosa in ospedale
La durata va da 5 a 14 giorni, ma cambia a seconda del quadro clinico, del tipo di batterio e dell’eventuale presenza di complicanze. In alcuni casi possono tornare utili anche:
- paracetamolo o ibuprofene
- bere a sufficienza, finché il medico non dice di ridurre i liquidi
- riposo e monitorare i sintomi nelle prime 48 ore
La chirurgia in caso di ostruzione o di ascesso può diventare necessaria.
Cosa fare per ridurre il rischio
La prevenzione è qualcosa di molto concreto e parte da gesti semplici di tutti i giorni: curare subito le infezioni urinarie, bere abbastanza, non rimandare troppo a lungo il momento di andare in bagno e tenere sotto controllo eventuali calcoli o altre condizioni che possono favorire il problema. Se oltre ai disturbi urinari compaiono febbre e dolore al fianco, quando viene trattata per tempo questa infezione non lascia danni permanenti.




