Il Gruppo Esperienziale ha rappresentato per l’Acanto uno strumento di formazione sin dalla nascita della Associazione, essendo stato per la maggior parte dei soci una importante tappa del percorso formativo finalizzato alla conduzione di guppi ad orientamento analitico. Il setting prevede la presenza di un conduttore e di 6/ 8 partecipanti che si riuniscono per un’ora e mezza una volta la settimana, per un periodo che può variare dai sei mesi ai due anni. Il campo gruppale che viene a costitursi si organizza a partire dagli stati emotivi che lo stare in gruppo suscita nei singoli partecipanti e dagli interventi interpretativi proposti dal conduttore. Il gruppo non pone al centro del proprio lavoro obiettivi terapeutici o formativi specifici,rimanendo piuttosto in ascolto di quel “pensiero onirico della veglia” ( Bion ) che nasce dal contatto di menti diverse capaci di condividere uno spazio ed un tempo comuni. La circolarità  riporta alla molteplicità degli oggetti costitutivi del “gruppo interno”dei singoli partecipanti ed alla storia infantile che li ha generati; lo spazio/ tempo insaturo della seduta offre la opportunità di un movimento creativo potenzialmente capace di fare uscire la persona dalla dimensione della ripetizione transferale. Motivazione fondante per i partecipanti ed il conduttore è quella di costituire uno spazio condiviso adatto alla espressione e trasformazione delle emozioni ed alla elaborazione della conflittualità che da esse può nascere. Pur differenziandosi da una attività terapeutica vera e propria, così come da un’attività formativa intesa in senso tradizionale, il Gruppo Esperienziale crea uno spazio adatto al contenimento ed alla elaborazione di quegli aspetti problematici della mente che sono alla base sia della sofferenza psichica che degli arresti maturativi della persona. In tal senso ha dunque significati che lo rendono complemento importante di percorsi terapeutici e formativi diversi.